http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_65551 an entity of type: E22_Man-Made_Object

L'opera è da attribuire con certezza a George Schreiber per la qualità dell'esecuzione e la sicurezza nell'intaglio (i panneggi e i capelli). I richiami sono quelli all'arte fiamminga del tardo Cinquecento, suggestionata dagli esempi del manierismo italiano. Per questo si è pensato ad una discendenza diretta dai libri modello di Vredeman de Vries, dove si riproduceva tutto un repertorio decorativo tra tradizione tardo gotica, fiamminga e gusto scenografico e prospettico dell'arte italiana. E' significativo che il tema dell'Annunciazione del nostro altarolo sia riproposto, nella composizione e negli atteggiamenti, in maniera pressochè identica a quella di un altro altarino di Schreiber del 1619 (sempre al Museo degli Argenti); nonostante fossero passati ben cinque anni fra l'esecuzione dei due esempi, si usavano sempre gli stessi modelli, evidentemente considerati pregeveli, per comporre le scene. 
Rilievo in ambra chiara opaca, raffigurante l"Annunciazione". La Madonna è inginocchiata su di un leggio, le braccia sono incrociate sul petto e la testa volta leggermente verso l'angelo. Quest'ultimo appare sopra una nuvola con un giglio nella mano sinistra, mentre con la destra indica in alto la presenza dello Spirito Santo. Il rilievo poggia su di una sottile lamina di ambra arancio trasparente. 

data from the linked data cloud