http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_65224 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Brocca monoansata ricavata in un solo blocco di diaspro, con bocca lobata e corpo piriforme. Una fascia d'oro smaltato con smeraldi e rubini collega il vaso al piede rotondo bordato anch'esso da una lamina d'oro ornata di smalti e pietre incastonate. L'ansa sopraelevata, a voluta, è fusa in bronzo e collegata al labbro ed alla spalla della brocca attraverso due semisfere di bronzo. 
Il vaso si ricollega all'attività dei lapicidi milanesi della seconda metà del XVI secolo. La superficie completamente liscia consente il massimo risalto della pietra impiegata e della linea elegante della brocca, ornata solo dalla preziosa montatura d'oro. Questa tuttavia è stata in parte rimossa durante il XVIII secolo quando l'ansa originaria venne sostituita con quella attuale in bronzo, simile ai manici posti su altri vasi del Museo ugualmente manomessi (cfr. inv. nn. 496, 497). E' stato supposto che la brocca, insieme al vaso nl 786, appartenesse in origine ad un unico finimento. Ambedue infatti sono stati realizzati con una pietra simile, ed hanno montature d'oro dello stesso genere, in parte rimosse, nella brocca, che aveva originariamente una grande ansa di oro smaltato. I vasi inoltre sono stati avvicinati alla bottega dei Saracchi. Gli inventari del 1704 e del 1753 descrivono con esattezza la montatura: "...manico d'oro di getto di un drago smaltato di più colori, che fa termine sopra un mascherone simile, con lingue, tanto al drago che al mascherone, d'un rubino ornato da cinque zaffiri, sei smeraldi, e sei diamanti, con perle pendenti dall'orecchio del drago, con un bottone in mezzo di rubini piccoli, con suo piede sotto di diaspro simile con un bottone d'oro smaltato à rabeschi di più colori, contornati da otto perle scaramazze e da otto castoni d'oro simile legatovi quattro rubini e quattro smeraldi in tavola, alto 2/5". La descrizione inventariale del 1769 cita soltanto la testa del drago, priva dell'ansa, ed una nota posta a fianco, attesta che il drago fu rimesso alla Guardaroba il 21 ottobre 1780. 

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