http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_65206 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Un anota risalente al 1893, posta a fianco della descrizione del vaso contenuto nell'inventario del 1825, attesta che il pezzo era incrinato in più parti e che gli smalti erano quasi completamente caduti. Il vaso si ricollega alla produzione degli artefici milanesi operanti nella seconda metà del XVI secolo. Le volute nascenti dalla base si dispongono simmetricamente nello spicchio centrale del vaso e danno origine ad altri racemi che si diffondono in senso orizzontale sui lati. Questa tipologia di ornat ricorre in varie opere della bottega dei Saracci, anche se in genere questi artefici sembrano prediligere form più bizzarre. 
Vaso biansato a forma di calice con superficie a spicchi intagliata a racemi una fascia d'argento dorato funge da raccordo con il nodo delm piedistallo. Le anse a voluta sono sormontate da tre sfere e si collegano al corpo del vaso attraverso quattro anelli d'argento dorato. Il nodo metallico del piedistallo ed il bordo d'argento della base sono ornati da rabeschi traforati che in origine erano riempiti di smalti. 

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