http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_65196 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Il vaso potrebbe essere identificato con la fonte di cristallo eseguita dai Sarachi nel 1589, in occasione del matrimonio di Ferdinando I con Cristina di Lorena menzionata nel 1595 da P. Morigia. Essa figura già nella Tribuna dal 1589 (cfr. ‘Committenza e Collezionismo Medicei’, 1980, p. 225, n. 425). Rimossa dagli Uffizi nella seconda metà del XVIII secolo, compare di nuovo descritta, nel 1825, nella sala delle Gemme. Alla fine del XIX secolo fu collocata al Museo del Bargello e dal 1929 è passata al Museo degli Argenti. 
Il corpo del vaso è a forma di navicella. Sul coperchio sono lavorati a tutto tondo, le zampe, le pinne, ed il corpo di un mostro marino; sulla prua, dove sono scolpiti due delfini contrapposti poggia la torre di vedetta, di forma cilindrica, smerlata e con figure di cavalieri intagliate sulla parete. Il corpo del vaso è tutto decorato con motivi a viticci, tra cui s’individuano due scene bibliche: la raccolta della manna e Mosè che fa scaturire l’acqua dalla roccia. Un anello d’oro smaltato congiunge la navicella al piede, anch’esso intagliato con motivi vegetali. L’orlo del vaso è bordato da una fascia d’oro con cammei incastonati. Le anse in bronzo dorato sono poste sui lati lunghi della navicella ed hanno la forma di arpie con il dorso inarcato. 

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