http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_65074 an entity of type: E22_Man-Made_Object

L'esecuzione della coppa è stilisticamente vicina alle opere degli artefici milanesi operanti nella seconda metà del XVI secolo. La montatura invece si ricollega all'artigianato fiorentino tardo cinquecentesco. Nel corso del XVIII secolo sono state trafugate due cimase con i panierini d'oro, che risultano infatti mancanti nell'inventario del 1825; la terza è invece andata perduta successivamente. Nel 1753 il vaso risulta anche rotto in più parti e riattaccato. Nonostante questo antico intervento esso appare completamente leggibile nella forma e nella decorazione. 
Coppa di cristallo di rocca a sezione rotonda con labbro polilobato, su cui è inciso un fregio vegetale. Questo è interrotto da otto pilastrini aggettanti, in ognuno dei quali è incisa una cariatide, che scandiscono le centine dell'orlo. Sulla spalla corre un motivo a festoni, che incornicia la scena incisa sul fondo della tazza: un motivo circolare a onde, con un combattimento tra divinità marine, intercalate da navigli. Le rifiniture d'oro sono costituite da cinque vasetti con frutta e fiori smaltati che fungono da cimose per i pilastrini del bordo. Anche le anse che collegano il labbro al corpo del vaso sono d'oro smaltato, sopraelevate e a forma di termine. Esse si collegano all'attaccatura del bordo attraverso un mascherone, rivolto verso l'interno della tazza, la cui testa è congiunta e contrapposta a quella del termine. La tazza poggia su di un fusto interrotto da un nodo d'oro smaltato e collegato al piede rotondo, su cui è incisa una decorazione ad onde che richiama il motivo del fondo del vaso. 

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