http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_65037 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Papa Paolo II Barbo indisse con bolla papale il 19 aprile 1470 un nuovo Giubileo, e stabilì che ogni 25 anni dovessero essere celebrati gli anni Santi. Questa corniola, di eccezionale grandezza, fu incisa per ricordare questo avvenimento. L'autore, Giuliano di Scipione (o Scipio) Amici ne richiese il pagamento alla morte del pontefice ("Per factura et lavoratura d'una corniola cum testa de Papa Paulo cum lo regno in testa e fo facto pacto per Ducati cento"). Il triregno indossato nella corniola è lo stesso con cui il papa è raffigurato nel monumento funebre nelle Grotte Vaticane; variamente attribuito all'orefice romano Paolo di Giordano o a quello fiorentino Simone di Giovanni, il triregno venne distrutto nel Sacco di Roma del 1527. Per divulgare l'immagine del pontefice la gemma venne usata per ottenere numerosi esemplari in bronzo; un prezioso esemplare in oro è conservato a Venezia. In Questi esemplari il ritratto appare circondato da una cornice elaborata, che presumibilmente era quella che originariamente circondava la pietra. Prima della fine dell'Ottocento nell'inventario redatto dal Migliarini, l'autore della corniola era erroneamente ipotizzato che fosse Pier Maria da Pescia o Michelino, artisti citati dal Vasari, attivi al tempo del papa Barbo. 
Busto di profilo verso sinistra di Paolo II Barbo. Cornice a fascia in oro sul recto e in argento sul verso. 

data from the linked data cloud