http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64990 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Il Kris (1929) attribuisce questo esemplare a scuola italiana della fine del XV secolo e lo mette in relazione con lo stile di Valerio Belli per confronto con altri cammei tra cui quello raffigurante "Un corteo sacrificale con toro" del Museo degli Argenti (inv. Gemme del 1921, n. 92). A nostro parere la composizione ci sembra stilisticamente più ricca di arcaismo; le figure sono scandite nello spazio con una chiarezza disegnativi che si rifà piuttosto alle scene con lo stesso soggetto del chiostro di San Marco del Beato Angelico (dipinte tra il 1438 e il 1444), dove torna la presenza della capanna formata da tronchi di albero e del Bambino disteso per terra. Anche il serafino alato che sostiene le due scene si trova in numerosi tabernacoli marmorei fiorentini della metà del XV secolo, come in quello di S. Maria Nuova di Bernardo Rossellino o in S. Croce di Benedetto da Maiano. Data la squisita fattura dell'intaglio e la preziosa semplicità della cornice, doveva far parte del tesoro privato dei granduchi, anche se appare citato chiaramente solo nell'inventario del 1761 tra i cammei che vennero inviati da Palazzo Pitti alla Galleria degli Uffizi. 
Montatura in oro smaltato di nero, verde e blu, riproducente l'impresa medicea dell'anello con punte di diamante tagliati a piramide. In basso il gioiello termina con uno zaffiro sfaccettato montato a goccia pendente, mentre in alto è saldata una maglia per la sospensione smaltata di blu e raccordata alla cornice attraverso quattro piccole foglie stilizzate. 

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