http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64979 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Un toro incedente verso destra, condotto al sacrificio da tre figure maschili abbigliate all'antica. Montatura a pendente in oro a notte, decorata lungo la fascia esterna da un motivo cesellato a ovoli e dardi parzialmente smaltati di blu. Sul verso, al centro, il gioiello presenta l'impresa incisa e smaltata del broncone di alloro circondata da una iscrizione in lettere greche corrispondente al motto mediceo latino SEMPER VIRENT. In alto, alcune foglie di acanto raccordano la cornice a una maglia circolare, fissata a una serie di piccole foglie stilizzate e smaltate disposte in circolo. 
Il cammeo fu preso in grande considerazione da Anton Francesco Gori nel "Museum Florentinum", il quale considera questo esemplare opera rinascimentale e lo attribuisce a Valerio Belli; pensa che possa essere ispirato a un corteo nuziale e lo associa ad un altro cammeo della raccolta del Museo degli Argenti con soggetto analogo (inv. Gemme del 1921, n. 91). Dopo di lui, Tommaso Puccini rettifica l'attribuzione del Gori, considerando l'ipotesi che l'oggetto fosse appartenuto a Lorenzo il Magnifico per l'emblema sul retro e che l'autore fosse da ricercarsi non in Valerio Vicentino, troppo giovane (1468-1546), ma in Domenico dei Cammei milanese. Il Kris (1929) non indica espressamente nessun incisore, ma conferma l'ipotesi di un'opera rinascimentale italiana. Per una comprensione migliore dell'opera sarebbe importante appurare l'identità del personaggio a cui appartenne l'oggetto, tramite la chiarificazione dell'emblema dell'albero germogliante, in quanto non è affatto certo che possa trattarsi di Lorenzo il Magnifico. L'opera tuttavia sembra aver goduto di una particolare fortuna nel corso del XVIII secolo. A questo periodo risalgono infatti le montature di due cammei conservati rispettivamente a Monaco e a Chicago (I. S. WEBER, "Ein Brustbild der Athena in Emaillierter Goldfassung zu Einem Achatkameo in der Staatlichen Münzsammlung München", in "Münchner Jahrbuch der Bildenden Kunst", XXXIV, 1983, pp. 101-116), che recano sul retro del castone una impresa analoga a quella del pezzo fiorentino, utilizzato probabilmente come modello. Per quanto riguarda l'iconografia della pietra, sembra molto probabile che essa sia stata derivata o sia stata ispirata a qualche frammento di rilievo antico, come per esempio il frammento in marmo italico murato sulla facciata est di Villa Medici a Roma, in cui compare un grande toro condotto al sacrificio da due vittimari (M. CAGIANO DE AZEVEDO, "Le antichità di villa Medici, Roma 1951", p. 55, n. 41, tav. VIII, 10). 

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