http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64689 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Il reliquiario ha la forma di un ostensorio e poggia su un’ampia base mistilinea ornata da un motivo a fogliami e nastri cesellati; questi ultimi incorniciano quattro placche smaltate rappresentanti altrettanti santi seduti, e cioè san Luca, san Lorenzo, san Tommaso d’Aquino e un santo vescovo, probabilmente identificabile con sant’Agostino. Il fusto ha sezione rettangolare e presenta, a metà della sua altezza, un nodo architettonico articolato con piccole guglie agli angoli, quattro bifore sulle facce e quattro archi rampanti sormontati da draghi agli angoli. La teca, a base rettangolare, è contraddistinta da monofore sui lati minori e su quelli maggiori da finestrelle bifore ad archi pensili; attraverso queste aperture sono visibili le reliquie, mentre gli angoli sono ornati da archi rampanti sormontati da draghi. La copertura, dal profilo curvilineo, è ornata da smalti, dallo stemma mediceo ducale e da quattro piccole guglie agli angoli. Su tutto poggia una lanterna sormontata da una figurina a tutto tondo di san Luca. 
Il Morassi, basandosi su una comunicazione orale di Middeldorf, riconduce il lavoro ad ambiente fiorentino e ritiene che si tratti dell'opera di un orafo di alta levatura, forse Antonio di Salvi. La Aschengreen-Piacenti (1967) riporta invece l’opinione di Steingräber, che considera il reliquiario creazione di un artefice di Saragozza, attivo verso la fine del secolo XV. 

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