http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64576 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Il Pelli (G. Bencivenni Pelli, op. cit.) scrive che il Granduca di Toscana possedeva questa copia in granato dell’originale gemma antica di Dioscoride. La rappresentazione di Diomede che tiene il Palladio era comune nell’are classica (v. G. Richter, Engraved Gems of the Romans (Londra, 1971), n. 664 per il famoso intaglio del Duca di Devon-shire). L’originale doveva essere datato al 30 a.C. (v. ‘Il tesoro di Lorenzo il Magnifico’ I, ‘Le Gemme’, ed. N. Dacos, A. Giuliano, U. Pannati CONTROLLARE IL COGNOME NON SI LEGGE BENE (Firenze, 1973, n. 26). Il famoso intaglio antico in calcedonio di questo tipo era nella collezione di Lorenzo il Magnifico (v. ‘Il tesoro di Lorenzo il Magnifico’ op. cit. n. 26). C’erano due gemme di questo tipo nella collezione medicea all’inizio del Settecento (v. A. F. Gori, ‘Museum Florentinum exhibens insigniora vetustatis monumenta quae Florentinae Sunt’ (Firenze, 1731-62) vol. I-II (Gemme) (Firenze, 1721-32) II, T. 28, n.2 e 3). Questa rappresentazione si trova comunemente su gemme moderne (v. Richter, op. cit., n. 747 e 748). 
Intaglio in granato sfaccettato sul retro in un filetto d’oro con due maglie. La pietra mostra Diomede seduto sopra un altare con ghirlanda, in profilo a sinistra. Nella mano sinistra tiene la spada, nella destra Palladio. Il mantello fa sfondo alla figura, ricade molle sul braccio e dalla mano. Davanti a Diomede una colonna con una statua e ai suoi piedi giace la guardia morta. Verticalmente sulla sinistra le lettere greche di Dioscoride. 

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