http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64537 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Cornice in oro con due maglie circolari saldate alle estremità verticali. 
Il Kris (1929) concorda con l'inventario relativo al 1921, e con quelli del Puccini (BdU, ms. 47) e del Migliarini (BSAT, ms. 194), che attribuiscono l'opera a Domenico dei Cammei, intagliatore vissuto a Milano al tempo di Ludovico il Moro e che Giorgio Vasari indica come autore di un famoso ritratto di questo duca inciso in un rubino. Sua opera è forse anche il cammeo con il busto di Lorenzo il Magnifico al Museo degli Argenti (inv. Gemme del 1921, n. 111), per altro attribuito dal Kris a Giovanni delle Corniole. Per l'esemplare qui analizzato, il Kris trova analogie stilistiche con un intaglio avente lo stesso soggetto conservato all'Ermitage di San Pietroburgo (n. 3630) e con un cammeo raffigurante Giangaleazzo Maria Sforza conservato al British Museum di Londra. Il personaggio effigiato fu identificato fino al 1786 come Filippo Visconti, poi corretto nel 1799 con l'esatta citazione. Il confronto diretto con la medaglie di Ludovico Maria Sforza eseguita da un artista milanese della fine del 1400, già attribuita da Habich (1922-1923) al Paradosso, e riprodotta da Hill (1967) non lascia alcun dubbio circa l'identità del personaggio; inoltre Hill avanza l'ipotesi che la medaglia possa essere stata tratta da un calco diretto del cammeo del Museo degli Argenti. Un oggetto simile a questo, ma con il ritratto di un diverso membro della famiglia Sforza, appartenne ai Medici fin dal 1456, poiché appare menzionato nell'inventario di Piero il Gottoso, figlio di Cosimo de' medici: "Una testa del Duca di Melano leghata in ariento" (E. MÜNTZ, "Les collections des Médicis au XVe siecle", Paris-London 1888, p. 17). 

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