http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64526 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Cornice in filo d'oro con due maglie circolari saldate alle estremità verticali. 
Il cammeo è documentato chiaramente negli inventari fiorentini dai primi decenni del XVIII secolo: tutti questi avanzano l'ipotesi che si tratti della testa di Cicerone, sebbene Tommaso Puccini, pur apprezzando la qualità tecnica della esecuzione eseguita con "maggiore diligenza che franchezza" lo ponga tra i "Soggetti incogniti" (BdU, ms. 47, n. 241). Il Maffei (1704-1709) riporta una riproduzione di un cammeo raffigurante l'imperatore Claudio da vecchio molto simile a questo qui considerato; inoltre Anton Francesco Gori nel "Museum Florentinum" espone una gemma in sardonica, una volta appartenuta all'abate Andrea Andreini, riproducente - secondo la sua ipotesi - Caio Gracco, anche questa molto vicina al nostro cammeo. Le incisioni riportate da questi libri, sono purtroppo molto approssimative per cui è difficile avanzare l'ipotesi che una di queste due gemme sia proprio quella qui esaminata. Il rilievo presenta forti analogie stilistiche con il cammeo raffigurante Filippo II e suo figlio Don Carlos (inv. Gemme 1921, n. 127) eseguito da Jacopo da Trezzo, incisore vissuto nella seconda metà del XVI secolo. L'esecuzione è infatti altrettanto accurata, i capelli che incorniciano il profilo sono disposti a piccole ciocche ondulate, e i muscoli del volto sono tesi in un atteggiamento dignitoso e severo. Ci sembra probabile perciò che si tratti di un artista abile della seconda metà del 1500, influenzato dallo stile di Jacopo da Trezzo. 

data from the linked data cloud