http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64518 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Montatura in oro con due maglie circolari saldate alle estremità verticali. 
Il prototipo di questo cammeo è sicuramente da identificare con il perduto intaglio in calcedonio di Dioskourides raffigurante "Diomede e il Palladio" che fece parte della collezione di Lorenzo il Magnifico e ancor prima di quella del pontefice Paolo II ("Il tesoro di Lorenzo il Magnifico. Le gemme", catalogo della mostra, a cura di N. Dacos, A. Giuliano e U. Pannuti, Firenze 1973, pp. 57-58, n. 26). L'inventario del 1921 riporta che l'esemplare qui considerato è la copia di una gemma antica riprodotta da Anton Francesco Gori nel secondo volume del "Museum Florentinum" (tav. XXVIII, n. 2). La rappresentazione del ratto del Palladio, replicata già nell'antichità (M. L. VOLLENWEIDER, "Die Steinschneidekunst und ihre Künstler in Spätrepublikanischer und Augusteischer Zeit", Baden-Baden 1966, tav. LXII intaglio in corniola firmato Dioskourides), conobbe una notevole diffusione in epoca rinascimentale. Il soggetto è riprodotto in uno dei clipei marmorei del cortile di Palazzo Medici-Riccardi in via Larga e uno dei medaglioni in stucco di Giovanni da Udine presso le Logge di Raffaello in Vaticano, nel quale tuttavia la figura di Diomede appare trasformata in quella di Mercurio. 

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