http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64505 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Il Kris afferma che questo cammeo può collegarsi stilisticamente ad uno conservato presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna raffigurante Diana (E. KRIS, "Meister und Meisterwerke der Steinschneidekunst, in der italienischen Renaissance", 2 voll., Wien 1929, n. 362) e li attribuisce alla maniera di Alessandro Masnago, artista attivo a Milano nella seconda metà del XVI secolo, al quale peraltro è attribuito anche un altro esemplare della raccolta del Museo degli Argenti (inv. Gemme del 1921, n. 185). L'opera qui considerata è menzionata chiaramente negli inventari a partire dal 1676: "Figura nuda di donna, dietro vi è un vecchio, e un putto in calcedonio, ma la figura di donna è di color carne". Nel "Catalogo generale della Dattilioteca" di Michele Arcangiolo Migliarini è registrata una annotazione dove si legge "non esiste più che il cammeo" quasi ad indicare l'esistenza di una precedente montatura. Nell'inventario del 1921 si suggerisce l'ipotesi che il soggetto rappresenti Giove e Antiope. 
Venere nuda, distesa sopra un drappo sostenuto alle sue spalle da due amorini. Al centro, un satiro osserva la fanciulla trattenendo con la mano sinistra un lembo del panno. Montatura in oro con due maglie circolari saldate alle estremità verticali. 

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