http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_64032 an entity of type: E22_Man-Made_Object

La scultura raffigura Costanza Bonarelli, moglie di un aiuto del Bernini,Matteo Bonarelli, e amante dell'artista stesso, poco prima del matrimonio di quest'ultimo con Caterina Tezio. La vicenda abbastanza burrascosa fu segnata anche da un tradimento della donna con il fratello del Bernini, Luigi, e dalla successiva vendetta dell'artista che fece sfregiare il volto di Costanza. Per questo motivo le prime due fonti autorevoli sull'opera berniniana, il Baldinucci e il figlio del Bernini citano con reticenza questo ritratto indicandolo come ritratto di Costanza Piccolomini, per sviare ogni riferimento all'episodio. Il busto si distingue per immediatezza di espressione, che coglie la donna in un movimento fuggevole della testa e per il vivace realismo che caratterizza la figura nel trattamento dei capelli e della veste scomposta: per questo costituisce uni unicum nell scultura coeva. Il Bernini realizzò quet'opera negli anni tra 1636 e 1638. Per quanto riguarda la vicenda successiva del busto, il Fraschetti nel 1900 riporta la notizia che il Bernini stesso, nel 1640, avrebbe donato il marmo al cardinale Bentivoglio il quale a sua volta lo avrebbe passato al duca di Modena: ma della presenza del busto nelle collezioni estensi non c'è riscontro documentario. Sembra molto più attendibile la notizia che si trae da un documento della Biblioteca Nazionale di Firenze, secondo il quale il busto fu donato dal Bernini stesso a Giovan Carlo de' Medici, durante il suo soggiorno romano per acquisire la porpora cardinalizia nel 1640, e nella residenza fiorentina, alcuni anni dopo lo vide John Evelyn (O. Ferrari in Gian Lorenzo Bernini). 

data from the linked data cloud