http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_63708 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Come indica Vasari il dipinto, insieme al "Profeta Isaia" dell' Accademia, costituiva uno dei laterali della pala con il "Salvator Mundi" (Galleria Palatina) commissionata a Fra' Bartolomeo da Salvatore di Giovanni Billi per la cappella di famiglia, sotto l'organo, nella chiesa della SS. Annunziata. Giobbe occupava lo spazio a destra della pala entro la cornice marmorea. Le tavole furono acquistate dal cardinale Carlo de' Medici forse nel 1631 (Fischer, in Fra' Bartolomeo 1996), e sono documentate al Casino Mediceo (tavola centrale nella Cappella, Profeti nella Galleria). Alla morte del cardinale i due laterali passarono agli Uffizi, dove risultano in Tribuna nel 1704 e nel 1851; sono pervenuti all'Accademia nel 1954. Poiché la tavola centrale è firmata, la critica non ha mai messo in dubbio l'autografia dei due pannelli laterali. La data 1516 che compare sulla pala centrale dovrebbe essere indicativa anche per i laterali con profeti, come suggerisce la maggioranza degli studiosi. Freedberg (1961) data le tavole con i Profeti al 1516, ma un po' più tardi rispetto alla tavola centrale. Buona parte della critica ravvisa nei dipinti per la cappella Billi l'influsso delle opere di Raffaello e Michelangelo, viste dal Frate a Roma nel suo soggiorno del 1514. Per Fischer (1996) i due profeti sono influenzati dall'Isaia di Raffaello (Roma, chiesa di Sant'Agostino) e rappresentano un allontanamento dalla drammaticità michelangiolesca in direzione del più sereno classicismo raffaellesco. Disegni preparatori sono a Firenze (GDSU) e a Rotterdam (Museo Boymans van Beuningen). 

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