http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_39992 an entity of type: E22_Man-Made_Object

La classica iconografia cinquecentesca si realizza qui su due piani orizzontali su cui si svolge la scena. Nella parte inferiore un gruppo di dodici tra Santi e Sante sono inginocchiati; e mentre alcuni volgono lo sguardo verso l'alto, gli altri guardano verso l'esterno del quadro. spiccano soprattutto quelli centrali avvolti in mantelli che vanno dal rosso al rosa acceso, al rosso arancio più sfumato. Nella parte superiore fra schiere di bellissimi angeli musicanti e cherubini, Il Cristo avvolto in un mantello rosso vivo con risvolti verdi, pone la Corona sul capo della Vergine inginocchiata davanti a lui. 
La tavola come ricorda il Vasari (Vasari ) fu eseguita sul posto, in collaborazione con Mariotto Albertinelli. Scrive il Mortier (p. 104) "Fra Paolino da Pistoia terminò il lavoro del celebre amico del Savonarola. In basso al quadro rappresentò aggrappato i Santi domenicani ed altri personaggi che gli occhi estatici contemplano l'Incoronazione della Vergine" Ma l'attendibilità del Mortier in questo caso è scarsa. Dalla Cronache risulta all'anno 1543: "Al tempo del Priorato del reverendo padre frate Thomaso Bonisegni senese, si messe la tavola et figura di N. S. in quel modo che ancora si vede al presente: et il pictore fu il padre Paolino da Pistoia dell'Ordine nostro, et ebbe in nome di pagamento 45 scudi d'oro, se si dice che il disegno di tale figura è dell'eccellentissimo frate Bartolomeo, converso anch'esso dell'ordine nostro. La tavola fu apposta sull'altare nel 1528 e vi rimase fino al 1889 e dopo vari spostamenti collocata sopra la porta di ingresso della Sagrestia. Di li, anni fa circa 1965 è stata ricollocata sull'altare del coro dopo essere stata restaurata. 

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