http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_39906 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Il contratto stipulato da Antonio da Sangallo per la costruzione del palco, da porsi sotto il tetto della navata di centro, è datato 8 dicembre 1518, obbligandosi a consegnarlo finito entro 3 anni, con la fastosità di quello della Sala Concistoriale in Vaticano. Dal protocollo V del notaio F.M. Tignosini (15 ott. 1515) si ha notizia che il ponte di legname per il collocamento dello stesso palco dovette essere assunto dai Santesi della Quercia. Tuttavia, nonostante l'impegno assunto, l'opera rimase incompiuta, tanto che nel 1524 si stipulò una nuova convenzione con Giovanni B. da Sangallo. Ma prima di questi tentativi di affidamento di cottimo per il soffitto furono fatti già nel 1500 a Ludovico Galluzzi intagliatore (Signorelli). Il Puleti sostiene la tesi invece che a porre in esecuzione il lavoro sia stato Giovanni di Pietro detto il Pasera, avvalendosi dell'atto del 12 febbr. 1521 stipulato da quest'ultimo a nome proprio e dei Sangallo, dove accusa di aver ricevuto dal Priore e dai soprastanti della chiesa di S.M.d.Q., mille ducati convenuti per la costruzione del palco e del soffitto loro ordinato, qui segue una transazione del 13 giugno fra le 2 parti, mediante la quale sono regolati i pagamenti finali per il soffitto dorato a Antonio da Sangallo, che si obbliga a consegnarlo finito nel prossimo settembre, e promette di donare 40 ducati alla Madonna della Quercia. Si dice che per la doratura, effettuata per volere del papa Paolo III, vi fossero impiegati dal Farnese 60 kg d'oro zecchino, a lui donati dall'imperatore Carlo V, quale dote della sua figlia naturale Margherita d'Austria, sposa di Ottavio Farnese (1636). 
Palco a lacunari con rosoni. Al centro, a distanze simmetriche, sono: il leone di Viterbo con la palma, la Madonna della Quercia e lo stemma di papa Paolo III. 

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