http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_39834 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Probabile è l'attribuzione della costruzione del chiostro al Maestro Danese da Viterbo che nel 1487 già lavorava alla Quercia. L'autore del Chiostro ha imitato, non riprodotto il chiostro di Santa Maria di Gradi. Anche in questo rosone la fantasia dello scalpellino, non è più solo fantasia ma interpretazione della materia. 
Il traforo individua qui verso l'alto il motivo circolare ricorrente con i tre raggi ricurvi che segnano la rotazione di tre archetti lobati a cui è conferita una certa vaghezza che assume la sua importanza al momento che la luce solare vi penetra, creando particolari effetti nell'ambulacro. Verso il basso due curve tangenti al cerchi si uniscono discendendo al centro si fa dare come un effetto di spine verso l'alto. 

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