http://dati.culturaitalia.it/resource/oai-culturaitalia-it-museiditalia-work_35968 an entity of type: E22_Man-Made_Object

Nell'Inventario del 1951 Ë dato come scuola di Hackert, ma il dipinto Ë generalmente attribuito ad Antonio Joli. Potrebbe far parte di quella numero sa serie di vedute di Roma con il ponte Sant'Angelo che il pottore eseguÏ nel corso della sua carriera di vedutista. Il dipinto si attribuisce tradizionalmente ad Antonio Joli al quale si devono le pi˘ belle immagini di Napoli nel Settecento. Lo Joli svolse l'attivit‡ di pittore contemporaneamente a quella di scenografo e allestitore di apparati effimeri. Nato a Modena dove era stato allievo di Raffaele Rinaldi detto il Menia, pittore specializzato in architetture e prospettive, intorno al 1720 si trasferÏ a Roma dove trascorse cinque anni nello studio de l Panini. Sul finire degli anni trenta si trasferÏ a Venezia dove allestÏ numerosi apparati effimeri e nel 1744 partÏ alla volta di Londra come scenografo ufficiale delle opere rappresentate al King's theatre. Nel 1750 si trasferÏ a Madrid operando come scenografo per il Teatro del Buen Retiro e per il piccolo teatro di corte di Aranjuez ed eseguendo una numerosa seri e di vedute di Roma tra cui Castel Sant'Angelo. Nel 1756 Ë nominato membro fondatore dell'Accademia di Venezia, ma in realt‡ da qualche tempo si era trasferito a Napoli, dove nel 1762 successe a Vincenzo Re come scenografo capo del Real Teatro San Carlo. Produsse molti dipinti di prospettive che evidenziano l'inclinazione alla veduta per angolo. 
Il dipinto raffigura una veduta di Roma. La scena Ë resa ancor pi˘ suggestiva, oltre che dalla bellezza della citt‡, dalla luce del tramonto che ne sottolinea la vena romantica. 

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